Azioni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca – facciamo il punto sul risparmio tradito

risaprmiatori traditi da Banca Popolae di Vicenza  e Veneto Banca

risaprmiatori traditi da Banca Popolae di Vicenza e Veneto Banca

Veneto Banca e Popolare di Vicenza hanno reso nota la loro offerta transattiva ai soci: la proposta prevede la corresponsione di 9 euro ad azione ai soci Bpvi (Banca Popolare di Vicenza) e del 15% ai soci di Veneto Banca.

La nostra riflessione è semplice, i risparmiatori vengono trattatati nuovamente come numeri su cui fare ancora quadrare numeri e budget. L’offerta è finalizzata a nostro modo di vedere non ad un “ristoro” del danno subito ma ad un “contentino” finalizzato ad evitare gli oltre 200.000 contenziosi in atto che potrebbero presto aumentare.

Il risparmiatore è confuso, non ha più certezze nell’istituzione bancaria, vede bruciati i propri risparmi affidati proprio a quelle banche, agli amici direttori del paese o vecchi compagni di scuola che gli hanno assicurato che in banca in si rischiava nulla e mai non poteva fallire!

Molte delle persone che abbiamo incontrato hanno fatto addirittura un finanziamento finalizzato all’acquisto delle azioni! Certo ad un tasso dell’1% ma questa pratica ricordiamo ha dei precedenti clamorosamente sanzionati, ci si chiede perchè si permetta ancora di lasciar campo libero ad offerte poco chiare per il consumatore e molto produttive per i budget di filiali e banche.

Altro argomento che sentiamo spesso è l’erogazione di un finanziamento con l’obbligo di acquisto di azioni con parte del capitale stesso erogato dalla banca…sicuramente non ci sentiamo di appoggiare queste pratiche anche se era ventilate ottime agevolazioni per i soci e quindi la il “pacchetto” era sicuramente un’ottima operazione… per la banca sicuramente!

Il risparmiatore oggi è disorientato, non sa se accettare la “mancia” e rinunciare a tutto oppure reagire.

Noi non possiamo dare risposte e consigli assoluti, ognuno ha una situazione particolare che va esaminata nel suo complesso, però ci permettiamo di fare una domanda provocatoria: “ma se un risparmiatore tradito proponesse alla Popolare di Vicenza o a Veneto Banca una transazione del 15% la banca che risponderebbe?”

La nostra associazione attenta alle tematiche e problematiche bancarie si propone di suggerire e sostenere gli utenti che si sentono danneggiati

per esporre la Vs situazione specifica potete scrivere a info@associazioneamica.eu

 

2 commenti
  1. F. S.
    F. S. says:

    SONO STATO CHIAMATO IN BANCA ,E MI HANNO PROPOSTO IL 15%.LA BANCA E LA” VENETO BANCA”,AL MOMENTO NON HO ACCETTATO ,MA SONO CONFUSO .MI HANNO DETTO CHE QUEL 15%SERVE COME GARANZIA A NON INTRAPRENDERE DENUNCE CONTRO DI ESSA CHE POI NEGLI ANNI FUTURI SE LE AZIONI DOVESSERO RISALIRE IL RESTANTE MI SARA’ DATO.PERO ADESSO NON SO COSA FARE.

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  2. Associazione Amica
    Associazione Amica says:

    Salve, per darle una risposta più mirata bisognerebbe entrare meglio nella sua specifica situazione e per questo la invitiamo se vuole a scrivere a info@associazioneamica.eu per evitare di esporsi con alcuni dati sensibili.
    In ogni caso la banca ha tutto l’interesse a tenerla buono evitando tutti i possibili contenziosi nascenti offrendo questo 15%, ma è davvero quello che vuole lei? Ognuno deve riflettere se quest’offerta per lui è un’opportunità oppure una sconfitta. I suoi risparmi valevano 100 quando li ha consegnati in fiducia e ora le offrono 15% mettendole di fronte allo scenario che potrebbe anche perderli tutti. Noi di Associazione Amica non possiamo garantirLe che in futuro le sue azioni si rivaluteranno o no, e nemmeno che con il senno di poi era giusto rifiutare o lasciarsi convincere da quest’offerta.
    Sicuramente a noi non piace questa manovra massiva che cerca di imporre ai risparmiatori di accontentarsi… e alle banche chi impone di accontentarsi del 15%? La libertà sta a loro come a lei.
    Se un debitore non paga il mutuo la banca può anche rivalersi per il recupero forzoso (causa/decreto ingiuntivo etc) oppure può trovare una via conciliativa transattiva. Per lo stesso ragionamento anche l’investitore che si sente “tradito” può valutare se gli è opportuno trovare una transazione (soddisfacente?) oppure attivarsi nelle vie competenti per cercare maggiore soddisfazione.
    Ricordiamo che dal 9 gennaio 2017 una possibile soluzione creata dalla Consob è l’organismo ACF, nuovo e specifico per questo tipo di materia.

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